Ristorante Conca Bella, Vacallo/Chiasso
Il Conca Bella ha scelto deliberatamente di lasciarsi alle spalle il mondo dei ristoranti gourmet. Non per rinunciare all’eccellenza nei propri piatti, ma per entusiasmare più persone con una cucina che unisce la qualità alla leggerezza. La cura per i dettagli, gli ingredienti di alta qualità e una cultura del vino nota ben oltre i confini del Ticino sono rimasti immutati.
Qualità al top senza fronzoli
Per decenni il Conca Bella è stato uno dei più noti punti di riferimento per i gourmet del Ticino. Fino a poco tempo fa, il locale si fregiava di ben 17 punti GaultMillau e di una stella Michelin. Nel 2017, tuttavia, la famiglia di ristoratori Montereale ha preso deliberatamente una nuova strada: una filosofia più inclusiva al posto di haute cuisine. Oggi il Conca Bella è il primo «wine hotel» del Ticino: al cuore del locale vi è la storica enoteca con oltre 1100 etichette provenienti dal Ticino, dall’Italia e da tutto il mondo.
A tavola vengono servite pietanze stagionali a base di ingredienti regionali, interpretate in chiave moderna e preparate con grande maestria artigianale. Per capire quanto questo concetto sia vincente basta dare un’occhiata al parcheggio: infatti, oltre alle targhe ticinesi, non di rado si notano anche quelle della vicina Italia.
Cosa ordinano gli ospiti, cosa ama lo chef?
Come primo lo chef predilige le tagliatelle allo zafferano con salmone svizzero marinato, cetriolo croccante, burro affumicato del San Gottardo e scorza di limone, seguite da una cotoletta di melanzane alla milanese con crema di melanzane affumicate, patate dolci arrosto e maionese al peperoncino.
«Le preferenze degli ospiti cambiano continuamente», spiega lo chef. Al momento, per iniziare ordinano spesso il tataki di pesce spada con pesche grigliate, strisce croccanti di cavolo rapa, fondo di agrumi e pistacchi. Come secondo attualmente la più gettonata è la rib eye steak della macelleria locale Valsangiacomo, servita con zucchine saltate al burro e cipolle, patate al forno e sugo d’arrosto. A questo punto resta solo una decisione da prendere: rosso o bianco?